6 ottobre 2011

Buongiorno tristezza, di cadute dalle scale, Steve e Anna Lisa

Stamattina BonzoMamma si sente ovattata dentro, ha una retro sinfonia melanconica che l’accompagna dall’alba. Il risveglio è stato negativo, forse non deve davvero bere più neanche un bicchiere di vino la sera, incassoso e irato. Lei spesso si sveglia così lenta e arrabbiata, poi il caffè le ridà sembianze umane e divertenti. Spesso si ignora da sola la mattina presto, si sta antipatica da sola. Stamani quindi girava già male, è virato anche peggio. BonzoBabbo le ha detto a bruciapelo che era morto Steve Jobs. Come se fosse morto un amico intimo. E anche lei si è sentita così a lutto. Poi mentre alla fine delle scale si aspettava Bonzo, ha visto e sentito suo figlio che rotolava dalle scale. E’ partito un urlo di terrore e gelo. Bonzetta ha seguito la mamma nell’urlo, e quello che non era niente è diventato un dramma.
Bonzomamma ha perso anni di vita alla vista del suo fagottello che rotolava, al pensiero che poteva essersi rotto la testa, le mani, i denti e ogni singolo osso del suo piccolo corpo. La maternità quella violenta e primitiva delle leonesse è uscita fuori, l’unica sensazione primaria e prevalente era proteggere il cucciolo sbranando l’aggressore. Che però non c’era. C’erano quattro occhi spaventati. Meno male che il NonnoArch. è sceso e con voce calma ha ridimensionato il tutto, anche la ferinità adrenalina della genitrice.
E’ che dietro l’angolo della rabbia c’era il pensiero orrendo e nero della morte del figlio. E’ che la caducità di quei due piccoli esseri BonzoMamma non può neanche pensarla, e alla caduta dalle scale, invece le ha trapassato anima e cervello, congelandola lì.
Erano giorni, dalla notizia bloggata della morte di Anna staccato Lisa, che la signora della notte aleggiava intorno a BonzoMamma… capita a tutti, anche alle mamme, anche alle giovani, a tutti. E questo non è accettabile, non ancora. Questo fa male, ferisce e aliena. Questo però è il reale.
La morte, la fine di un genio come Steve Jobs, sentita da tutto il mondo, in rete e fuori, letta su FB, su Twitter, commentata in ufficio e sussurrata sull’autobus da chiunque, ha dato a BonzoMamma il senso della pervasività e della realtà della fine. Moriamo tutti.
La fine.
O l’Inizio?
Suona la retro sinfonia melanconica, BonzoMamma vorrebbe eliminarla, però anche no. L’accettazione della nostra e della sua umanità passa anche dalla tristezza e dagli addii e dall’accettazione che i figli possono cadere.
Grazie Anna staccato Laura per la luce che hai irradiato su un male oscuro di cui si parla troppo poco, perché spaventa, e invece tu lo hai reso umano.
Grazie Steve per averci dato il futuro oggi.
Grazie ai miei figli perché ogni giorno mi ricordano dei limiti, che sono anche opportunità di crescita.


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2 commenti:

franci ha detto...

Un post tanto reale che fa male ...sarà che in questo periodo ci sto passando anche io, sarà che la maternità ci fa sentire cosi... e ci fa paura l'inevitabile ...sarà che dobbiamo conviverci ma a volte non sappiamo da che parte prenderla ....

l'anno scorso anche Nicolo' è volato dalle scale ...fortunatamente tanta paura e poi nulla ...ma mi ricordo ancora la sensazione da "leonessa" ...questo istinto materno ...io lo trovo meraviglioso....

un abbraccio

Twins(bi)mamma ha detto...

recentemente ho raccontato del gemello che quasi stava per essere investito da una macchina...si certi momenti ti fanno venire una paura tremenda :O